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    Tic tac

    ....Tic Tac...


    "Il tempo è un artifizio umano così come il bello e il giusto."
    Con questa frase Aristotele chiarisce la natura convenzionale di ciò che è diventato ormai un pilastro fondamentale della società moderna: il tempo appunto.
    Nella Grecia classica tale convenzione era legata al concetto di dividere, e la divisione in periodi risultava utile per alcuni momenti fondamentali alla vita antica: la guerra e l’agricoltura.
    Il tempo e le situazioni di guerra erano molto rigide, basti pensare al rispetto della notte nell’Iliade di Omero. Ciò che invece regolava la vita agricola era il movimento degli astri, e questo permetteva di differenziare i tempi di semina e di raccolta.
    Nel tempo romano vi fu l’invenzione del calendario, che divideva l’orientamento del cielo in anni, e l’anno in dieci mesi. Tempo dopo si accorsero che i mesi non corrispondevano agli astri e vi fu l’aggiunta di due mesi all’anno, e di un “dies bis-sexto”, il giorno bisestile, ogni quattro anni. Da qui si scopre una duplice natura di tempo come ripetizione e differenza. Essendo dunque una convenzione umana, è su questa su cui si è intervenuto nei secoli, con la nascita del calendario cristiano e col tentativo della Rivoluzione Francese di arrivare ad una calendario proprio.
    Il tempo era legato a movimenti percettibili, come quello degli astri, e ai concetti di “prima” e “dopo”. Una natura quindi legata al linguaggio verbale, tramite le coniugazioni passate, presenti e future. Questo artifizio linguistico è spiegato anche dall’esistenza di alcune tribù indiane che non hanno nella loro lingua nessun termine riferito al tempo, e la loro vita è così basata non sul presente e futuro, bensì su ciò che accade e ciò che è nascosto.
    Con l’avvento di strumenti di misurazione, il tempo si stacca dal movimento e diventa sempre più impercettibile, fino ad arrivare ai giorni nostri.
    Gli orologi diventano sempre più precisi e, di conseguenza, lo diventa anche il mondo. Con un’ottima interpretazione delle stelle si potrebbe arrivare ad un errore sull’orario di tre/quattro minuti. Per questi tre minuti mr. Phileas Fogg avrebbe perso la scommessa di girare il mondo in 80 giorni.
    Il tempo istituzionale non sempre però equivale al tempo personale. Aristotele ne parla in relazione agli stati d’animo.
    Molto più chiaro ed esplicito in questo senso è Albert Einstein quando dice, a proposito della relatività, un’ora piacevole sembra qualche minuto, mentre qualche minuto di intensa attesa sembra un’ora. Un tempo, dunque, più corto nei momenti positivi e più lungo in quelli negativi.
    Lo stesso procedimento, questa volta all’inverso, riguarda il ricordo: più lungo e pieno di particolari nei bei ricordi, veloce e scarno in quelli brutti. Succedeva così per Adso da Melk quando, a tanti anni di distanza, descrive i “misteriosi avvenimenti” accaduti nell’abbazia de “Il nome della rosa”.
    Queste tante concezioni fanno si che la parola “tempo” abbia molti significati, così come avviene nelle lingue neolatine.
    Non si ha quindi una concezione unitaria di tempo, di questa convenzione umana. Si potrebbe quindi concludere dicendo, con le parole di S. Agostino: “Finché non mi chiedono cos’è il tempo lo so perfettamente. Non appena me lo chiedono io non lo so più spiegare.”

    Rosario Cesario

    Tratto da una storia vera...per ridere!!!!!

    Per ridere un po..

    Un po` di storia

    Nel medioevo la vita media degli uomini era di 40-45 anni e l`assistenza sanitaria inesistente.
    Quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il "medico condotto" il quale, per verificare l`effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.
    Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l`alluce). Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di "beccamorto".
    Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.

    La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio; tuttavia, verso la fine del medioevo accadde qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti. Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la moglie partorì 4 figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l`estinzione del mestiere, domandò alla Chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina, la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.

    Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza
    , indecisa su dove infliggere il morso, alla fine prese una decisione...... Nacquero così le pompe funebri!

    Dite che ne pensate.. 

    Giochi d'Emozione

    “Cuore che Batte, Brividi dietro la Schiena…
    Acquolina sfrenata, ma Bocca d’arsura Piena…”
     
    Eh si, mie Cari DLottiani…La Passione…chi vive senza?
    Nessuno. Ve lo dico io.
    Che sia per un mestiere, una donna,  una stagione;
    oppure per la Natura o di origine Carnale…
    Ma è pur sempre Passione…
    e cosi…ci ritroviamo qui…
    Una piccola Bardina e una Maestra della Galleria che Sognano…
    che usano la fantasia…chi per ricordare Battiti Passati…
    chi invece quelle palpitazioni le Cerca con tutta se Stessa…
    Un Messaggio subliminale forse??
    Può darsi…A Voi la decisione, se cogliere la Rosa oppure No…
     


     
     
    °°°Giochi d’Emozione°°°
     
     
    Giochi d’Ombre nella stanza, velate,
    con candori ed essenze profumate…
    Lenzuola smesse,dal letto pendenti
    increspate, calde e ancora vibranti.

    Stesa sul giaciglio e ubriaca dentro
    con la Voglia accesa i pensieri centro…
    La mano cerca la Passione, accanto
    e la mente volge con dolce canto.
     
    Labbra umide a dissetar l’ Arsura
    che grida il Cor Mio oltre le Mura,
    immagini di istanti passati da poco
    che or sembrano intricante gioco.
     
    Sul pavimento giacion i vergin Veli,
    or sulla lingua non vi son più peli..
    Incontro e scontro di tocchi fugaci
    di labbra vellutate e assai mordaci.
     
    Le dita sfioran del Piacere il Culmine
    e sensazioni Vengon giù come Fulmine…
    Valichi saggiamente passati e penetrati
    son tali da esser fino in fondo gustati.
     
    Occhi ormai persi in estremi Pensieri:
    specchi luccicanti dei più intimi piaceri.
    Contatto già divenuto possente Fusione
    schiuma di candide onde crea Emozione.
     
    Sotto Forti colpi d’intense Sensazioni
    s’intensificano l’Amore e le Passioni…
    La potenza non si controlla ed esplode,
    le grida, chi passa li accanto, certo Ode…
     
    Or che Respiri affannati aleggiano leggeri
    le mani son strette mentre volano i pensieri..
    le braccia mi avvolgono ancora possenti
    e un sorriso scappa, non si cela fra i denti.
     
    Milady Ntina
     
     
     
     
     
    Ricordi e Sensazioni
     
    Mani che serrano avidamente
    Passione soffusa,cosparsa
    Palpitante in quel corpo ardente,
    Di baci, carezze son sommersa
     
    Sotto un sì tenue velo d’ardore
    Il pensiero io sento più distinto
    Cosi rivela il palpito del cuore
    Che si lascia guidare dall`istinto.
     
    Labbra morbide da consegnare
    Sorseggiano timorose lo stillato
    Come l’ape inebriata dal nettare
    Raggiunge il fiore immacolato
     
    Sfioro tratti del suo volto
    Ebbra d’amore sono io
    Desiderio d`amore in tumulto
    Non lascia traccia ne vestigio
     
    Di quel che ci abbagliava tanto
    Ronza attorno alla camera da letto
    Conto i nettari,  già suoi soltanto
    Ignara mi perdo nel merletto
     
    Lady Belkin
     

    Mi dai un bacio?

    bacio

    "Mi dai un bacio?"

    "No, non ho tempo, è tardi"

    Ma perchè mi rispondi sempre così?
    Sono 10 anni che mi rispondi così, a volte con la variante della spinta per farmi spostare se sono davanti ai tuoi passi.
    Ho chiesto un bacio, non una conferenza, non una notte di sesso. Solo un bacio. Se me lo avessi dato, avresti perso meno tempo.

    Io ho tempo per un bacio. Io desidero un bacio. Vorrei tutti quelli che non ho avuto: ognuno mancato, adesso, é un morso che duole.

    Non negate un bacio a chi vi vuole bene.

    La gelosia

    Brutta cosa la Gelosia...
    Bisognerebbe conoscerla per evitarla...
    ma penso che sia impossibile scostarsi da Lei...
    L'uomo è sospettoso di natura...e la fiducia..qualcosa di debole...??Che cosa orribile...!!!!
    Dobbiamo cercare di evitare di farci troppe seghe mentali, e forse l'uomo...riuscirebbe a fidarsi di nuovo...
    Basi solide...come sincertà...lealtà...fiducia...amore...senso del sacrificio...coraggio...e anche rischio..già...
     

    LA GELOSIA

    La gelosia è un sentimento che parte dall'idea che ciò che io ho di più "caro" potrei, da un momento all'altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono “l'altro", vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. E parlo di pretendere l'altro perchè si considera l'altro un "oggetto" piuttosto che un "soggetto".Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare una cosa del genere.

    Una doverosa premessa: bisogna distinguere fra gelosia "normale" e gelosia "patologica". La gelosia normale è inseparabile dal'amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l'amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo.

    -La Gelosia di Adriano Celentano-

    Non ho nessuno a parte te
    che mi ha tradito come sai
    io mi sento un auto che non ha
    non ha piu' il motore
    e mi sento un uomo che vivra'
    nel suo dolore
    nel dolore
    solo nel suo dolore ormai
    Eppur mi sento forte sai
    sara' perche' non odio mai
    di certo non dovrei soffrir cosi'
    cosi' inutilmente
    solamente perche hai detto si
    stupidamente
    stupidamente
    con il cervello assente
    Amica mia
    quanto costa una bugia
    un dolore che
    dividiamo in due tra noi
    la gelosia
    quando arriva non va piu' via
    col silenzio tu mi rispondi che
    col tuo pianto
    tu mi rispondi che
    coi tuoi occhi
    tu mi rispondi che lo sai
    La gelosia
    piu' la scacci e piu' l'avrai
    tu eri mia
    di chi sei piu' non lo sai
    complicita'
    ma che gran valore ha
    sincerita'
    che fortuna chi ce l'ha

    E qui il serpente e' arrivato
    e' qui seduto in mezzo a
    noilui ti mangia il cuore come fosse
    un pomodoro
    cosi' diventi pazzo tu
    e come un toro
    e come un toro
    purtroppo non ragioni
    Amica mia
    quanto costa una bugia
    un dolore che
    dividiamo in due tra noi
    la gelosia
    quando arriva non va piu' via
    col silenzio tu mi rispondi che
    col tuo pianto tu mi rispondi che
    coi tuoi occhi
    tu mi rispondi che lo sai
    La gelosia
    piu' la scacci e piu' l'avrai
    tu eri mia
    di chi sei piu' non lo sai
    complicita'
    ma che gran valore ha
    sincerita'
    che fortuna chi ce l'ha.

     

     


    _Posso scrivere i versi piu tristi stanotte_


    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
    Scrivere, ad esempio: la notte è stellata,
    e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
    Il vento della notte gira nel cielo e canta.

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    Io l`amai, e a volte anche lei mi amò.
    Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
    La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

    Lei mi amò, a volte anch`io l`amavo.
    Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    Pensare che non l`ho. Sentire che l`ho perduta.

    Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
    E il verso cade sull`anima come sull`erba in rugiada.
    Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
    La notte è stellata e lei non è con me.

    È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
    La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
    Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
    Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

    La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
    Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
    Più non l`amo, è certo, ma quanto l`amai.
    La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

    D`altro. Sarà d`altro. Come prima dei suoi baci.
    La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
    Più non l`amo, è certo, ma forse l`amo.
    È così breve l`amore
    , ed è sì lungo l`oblio.

    Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
    la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
    Benché questo sia l`ultimo dolore che lei mi causa
    e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo
    .

    Pablo Neruda

    Lettera A San Valentino

    Lettera aperta al protettore degli innamorati:
    Gentile san Valentino quest`anno metticela tutta

     



    Gentile san Valentino, quest`anno vedi di non esagerare. Non è proprio il caso. Potresti passare dei guai seri. Perché? Prendiamo una situazione tipica di queste ore. Lui porge a lei una rosa, un fiore di campo, un diamante, un cioccolatino. Le canta una canzone, le recita una poesia. Insomma lui porge a lei un segno adeguato alla situazione, alla sensibilità, alla generosità e al portafoglio. Per dirle: "Ti amo. Di più: ti amerò tutta la vita". E tu, dall`alto, leggi nei loro cuori, li scopri sinceri, ti commuovi, sorridi e sussurri: "Vi benedico". Ecco, intanto "bene-dico", e sottolineiamo dico, proprio tu non lo devi dire e neanche pensare per non beccarti un iroso rimprovero di "indebita ingerenza del paradiso nelle vicende interne delle coppie terrene". Nessun accenno al verbo dire, in tutte le sue coniugazioni. C`è il rischio che scoppi un caso diplomatico, e per ritorsione potrebbero essere chiamati in causa i Patti del `29. Si sa che l`amore brucia, ma qui stiamo scherzando col fuoco.

    Non esagerare. I due si promettono amore "per sempre", ma non sanno quello che dicono. Per forza, sono innamorati. Poi l`amore svapora, si pentono, ma intanto anche grazie a te si sono sposati e tutto si fa complicato, separazione, divorzio, avvocati, figli traumatizzati, anni di attesa prima di tornare liberi… Innanzitutto, devi convincerli a dire: "Ti amerò per un po`, un lasso ragionevole di tempo e poi si vedrà, d`altra parte non possiamo porre limiti alla nostra libertà, compresa la libertà di innamorarci di qualcun altro. Oggi desidero te, ma i desideri vanno e vengono". Ti piace? Certo che non ti piace. I santi sono irragionevoli. Uomini privi di ripensamenti. Tu, poi. Un martire. Uno che sulla sua libertà messa in gioco "per sempre" ci ha rimesso la testa (sulla via Flaminia, III secolo). Il martire è il testimone fedele che va fino in fondo. È ovvio che ti piacciano i lui e lei che si promettono amore per sempre, e che guardi con aria perplessa chi dica: oggi ti amo, domani potrei desiderare un`altra, o un altro. L`amore con la scadenza come i formaggini, pensa te.

    Troppi amori effettivamente scadono? È vero. Ma un conto è investire tutte le energie affinché durino, e allora le piccole (e grandi) crisi risolvibili si possono risolvere e la coppia ne esce più solida di prima. Tutt`altro conto è il consumismo dei sentimenti, con la persona alla stregua di un oggetto: se non mi soddisfi, ti cambio. Nella più lineare logica consumista. Ma questa è la modernità: legami fragili, deboli, che si sciolgono con un sms da fidanzati e con una raccomandata da conviventi. Perciò tieniti leggero pure tu, quest`anno, e non esagerare. Oppure…

    Oppure no, guarda. Adesso che gli arcigni censori anticlericali hanno smesso di leggerci, perché giunti a metà articolo si sono rilassati e hanno cambiato aria, adesso che siamo soli tra di noi, quest`anno vacci giù duro, distribuisci benedizioni a man bassa, di quelle toste, contribuendo a creare le premesse per futuri legami forti, solidi, che non c`è burrasca che tenga. San Valentino, non è vero che non sappiamo più a che santo votarci. Ci sei tu. Però datti da fare.

    Umberto Folena
    Avvenire.it

    Buon San Valentino a tutti!

    Tanto per saperne un po' di più sul mio Onomastico!!

     

    La leggenda di San Valentino

    San Valentino viene ricordato come il protettore degli innamorati. A lui sono legate molte
    leggende che raccontano delle sue gesta.
    Ecco di seguito quelle più famose.

    Leggenda dell'amore sublime

    Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente.
    Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e
    ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore.
    Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino ( e per le prossime nozze), Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l'eternità.

     

    Leggenda della rosa della riconciliazione

    Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
    Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
    La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
    Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in
    quel giorno del 273 San Valentino morì.

    Leggenda dei bambini

     

    San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare.

    Quando venive sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori.



    Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene.

     

    Leggenda dei colombini

     

    Il sacerdote Valentino possedeva un grande giardino che nelle ore libere dall'apostolato coltivava con le proprie mani.

    Tutti i giorni permetteva ai bambini di giocare nel suo giardino, raccomandando che non avessero fatto danni, perché poi la sera avrebbe egli regalato a ciascuno un fiore da portare a casa.

    Un giorno, però, vennero dei soldati e imprigionarono Valentino perché il re lo aveva condannato al carcere a vita.
    I bambini piansero tanto. Valentino, stando in carcere pensava a loro, e al fatto che non avrebbero più avuto un luogo sicuro dove giocare. Ci pensò il Signore.

    Fece fuggire dalla gabbia del distratto custode due dei piccioni viaggiatori che Valentino teneva in giardino. Questi piccioni, guidati da un misterioso istinto, trovarono il carcere dove stava chiuso il loro santo padrone. Si posarono sulle sbarre della sua finestra e presero a tubare fortemente. Valentino li riconobbe, li prese e li accarezzò. Poi legò al collo di uno un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto, ed al collo dell'altro legò una chiavetta.
    Quando i due piccioni fecero ritorno furono accolti con grande gioia.

    Le persone si accorsero di quello che portavano e riconobbero subito la chiavetta: era quella del giardino di Valentino. I bambini ed i loro familiari si trovavano fuori del giardino quando il custode lesse il contenuto del bigliettino.

    C'era scritto: "A tutti i bambini che amo…dal vostro Valentino

    LA STORIA DI SAN VALENTINO

    L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati).  Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore.  I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

    I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino nato a Terni nell'anno 175 d.C. divenne così il patrono dell'amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l'unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. La  storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II  che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con " dal vostro Valentino".  Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore. 

     

    _Saggi Consigli_

     

    Gabriel García Márquez si ritira dalla vita pubblica per ragioni di salute: cancro linfatico.

    Ha inviato una lettera di addio ai suoi amici : Eccola.

     

    “…Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che Significano.

    Dormirei poco, sognerei di più perchè capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.

    Andrei avanti quando gli altri si fermano, mi sveglierei quando gli altri dormono.

    Ascolterei quando gli altri parlano, e come gusterei un buon gelato al cioccolato!

    …Vestirei in modo semplice, mi butterei a terra al sole, lasciando allo scoperto, non soltanto il mio corpo ma anche la mia anima.

    Se il mio cuore fosse puro, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che uscisse il sole.

    Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle un poema di Benedetti… e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.

    Innaffierei con le mie lacrime le rose per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio dei suoi petali...

    Non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che gli voglio bene. Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell’amore.

    Agli uomini proverei quanto si sbagliano quando pensano che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi!.

    A un bambino gli darei le ali, però lascerei che da solo imparasse a volare.

    Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

     

    Tante cose ho imparato da voi, uomini...

    Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità e' nella maniera di salire la scarpata.

    Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l'ha afferrato per sempre.

    Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall'alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.

    Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.

    Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.

    Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.

    Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che  ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.

    Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d’amore che conosci. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto li ami".

     

     

     

     

     

    °°°La Stanza della Felicità°°°


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    _La Stanza Della Felicità_
     
     
     
    Nella Stanza dove sono, Regna sovrano il Silenzio,
    l’Atmosfera è distesa, come
    Ubriaca d’assenzio;
    L’unico flebile
    Rumore che riesco a percepire,
    è il cuore che Ritmato sbatte e si fa Sentire.
     
    Le membra distese sul candido e Vergin lenzuolo
    la mano Abbandonata che Pende verso il suolo.
    Sguardo fisso, incantato ed Immutato verso l’alto
    ma in ver Sognate, Perso, nel vuoto ha fatto un Salto.
     
    Lente le ciglia si Uniscono in umido Incontro,
    stanche e pesanti l’un sull’altra Sbatton contro.
    Scappa il dolore e Fugge correndo sul Viso
    segnando Strade valicate prima Sol dal sorriso.
     
    L’aria diventa pesante, Stanca e s’inumidisce,
    come con Anima vagante, il corpo s’Impietrisce…
    Ora il tamburellare del mio Battito si calma
    silenzioso e
    Cullante si quieta nella Salma…

    Sembro assente agl’occhi di chi Osserva curioso,
    mentre dentro me il Mondo si scatena furioso;
    Ricordi dolci e piacevoli Mi trastullano la mente
    mi rifugio in Essi evitando gli sguardi della Gente.
     
    Mi sento assente ma Diabolicamente serena,
    vivo una vita d’Amore meravigliosamente Piena…
    Esausta di tanta gioia, Che scoppia nel pensier
    Mio
    ritorno volando Leggera sul giaciglio dove son Io.
     
    Le verdi Iridi tornan a brillare alla Luce del Mattino,
    mi risveglia la Piccola e umida lingua Del mio Gattino.
    Il cuore Batte… ma non le sento più Come poc’anzi…
    il
    Sogno s’è destato ma par che sol su Nuvole Danzi.
     
     
     
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    Perchè Morbida è Bello!

    Sono Morbida e me ne vanto!!!
     
     

    Artista: Radici Nel Cemento
    Album: Ancora Non E` Finita
    Titolo: Bella Ciccia



    Bella sei bella, per me sei bella come il sole! Tanta sei tanta, tanto che non trovo le parole!
    Bella ciccia pacioccona mia, tu sei la più bella la più bona che ce sia, tonda e piena, come la luna, tu sei la mia gioia tu sei la mia fortuna
    quando vedo tutto quel ben di dio, quello che vorrei farti lo so solo io in un corpo solo così tanta e tanta grazia, tu lo sai bene che guardare non mi sazia!
    Bella tonda come la gioconda, tu sei la mia dinamite tu sei la mia bomba sexy tanto quanto pesi, i miei sensi tieni sempre accesi
    Come la dea della fertilità porti l`abbondanza insieme alla felicità ma non parlarmi di dieta e digiuno voglio tante curve come in formula uno!
    Bella sei bella, per me sei bella come il sole! Tanta sei tanta, tanto che non trovo le parole!
    Quando ti abbraccio io ci provo gusto con le morbidezze tutte quante al punto giusto vivere con te è sempre più una favola goduriosa a letto proprio come a tavola
    sei giusta per me, sei proprio la mia tipa perchè la tua bellezza da ogni angolo straripa e a quelle donnine tutte pelle ed ossa preferisco te perchè sei bella grossa!
    basta con i calcoli della dieta a zona ti amerei altrettanto anche in versione buzzicona tanti sacrifici ti procurano solo stress non ne posso più dei tuoi prodotti no fat
    non dico che ti voglio grassa come Platinette ma ti scongiuro scendi da quella cazzo di cyclette ammiro le tue forme adoro la tua silhouette te la canto un`altra volta perchè lo sai che c`è?
    Bella sei bella, per me sei bella come il sole! Tanta sei tanta, tanto che non trovo le parole!
    e non ha senso fare psicodrammi se aumenti di peso di un paio di grammi melius abundare, gli antichi l`hanno detto perciò non ti crucciare anche se ingrassi di un etto
    per carità! niente obesità! la malattia più grave della nostra società sono d`accordo zero fast food dieta mediterranea e poi non ci pensiamo più!
    Mica come quelle che per mettersi il costume quando viene la stagione estiva perdono anche il lume della ragione, e fanno ogni follia per perdere la ciccia e insieme a quella l`allegria
    Non dare retta all`amica invidiosa L`uomo preferisce la donna formosa se magre e infelici è il nuovo che avanza viva la ciccia evviva l`abbondanza!
    Quindi ti prego non ti sciupare mai per me sei la più bella e la più bella resterai!

    La Visita di un Re

    Leggendo il titolo direte : "Questa è pazza..." si beh...commenti nella norma ormai!! :P
    Però oggi voglio fare la persona seria (se ci riesco non vi assicuro nulla..) voglio raccontarVi la storia della visita di un Re.
    Già.

    Come Ben sapete...quando è Nato Gesu Bambino..Ben tre Re Magi hanno intrappreso un lungo viaggio...Incontrando anche la Vecchia Befana...per andare ad adorare il Salvatore...donandogli Oro, incenso e Mirra...
    Dei Grandi insomma...hanno trovato la Strada Affidandosi al cielo...seguendo una stella...mica pizza e fichi eh???
    (ok..questo commento era un po' fuori luogo...vero...)
    Comunque, non divaghiamo, oggi la mia mamma per l'ennesima volta, come ad ogni carnevale, si è messa a ricordare i bei tempi di quando ero piccolina...e dei miei primi attimi di vita...
    Già.
    Perchè voi non lo sapete, ma se vi capitasse di venire a casa mia in questo periodo, vicino al mio compleanno, la storiella della mia nascita non ve la leva nessuno!!! Quindi..questo è un monito, un avvertimento! :P
    Nel caso veniste a trovarmi, potrete dire che sapete gia la storia cosi ve la evitate.Ora Ve la riassumo io...
    Sono nata il 10 febbraio del 1986... giornata invernale stranamente calda e soleggiata...veramente un tempo fantastico mi dicono!
    ecco...all'ospedale è ora di pranzo...la mamma stava per mangiare...ma no! ho fame anch'io!! cosi alle 11.45...do avvio alla lunga serie di urla che caratterizzano la mia vita tutt'ora..(si ho un tono di voce molto alto lo ammetto...) inZomma..pacca sul sederino...pianto...primo vagito...primo respiro...controlli vari...e si scopri che ero itterica (ma si può sorvolare..) prima poppata...(insomma..era ora di pranzo dopo tutto no???)....e cosi..son venuta al mondo...che Dono! Grazie per la Vita!!!! :)
    vabbè...tempo nemmeno due ore che ero nata...la mamma guarda fuori dalla finestra e cosa vede??? Mezzo metro di Neveeeeeee!!!
    E giu li commenti dei parenti..." é gia tutta strana...nasce col sole e fa nevicare!!!" o cose cosi...
    tra cui anche uno zio che guardandomi nell'incubatrice va da mia madre e gli dice "tua figlia non arriva a sera..." ooooooooohhhhh...tiè---mo c'ho quasi ventun anni e sono ancora qui...cattivo...solo perchè diceva che avevo il cuore che mi saltava fuori dal petto...che male c'é???avevo gia a quel tempo una gran voglia di vivere...nulla di male...
    Comunque in barba a tutto...Son ancora viva quindi..la sfiga quel giorno aveva di meglio da fare per fortuna...!
    Visto che sono nata a febbraio tutti saprete che è il mese di...? Bravissimi!! Carnevale!!!!
    Chiunque abiti a Novara e che sia un Nuares doc sa che la Nostra Maschera è il magnifico Re Biscottino con la sua Mogliettina Adorabile Cunetta...i figli Wafer (waferina e waferino...io in una sfilata ho fatto la Waferinaaaaaaaaa che figata...!!!)...ecco...precisamente questi...

     

    Insomma quel giorno, il famoso 10 febbraio, il Nostro Amatissimo Re Biscottino ha deciso di andare all'ospedale a trovare i nuovi nati..
    ....potrete facilmente capire che quindi...21 anni fa, quando sono nata...è venuto anche da me un Re a trovarmi solo che al posto di Ora incenso e Mirra ...beh...mi ha portato i Biscottini di Novara!!! (che sono fantastici tra l'altro...)......
    Beh...Insomma ragazzi...Un Re quando sono nata è venuto a farmi visita...è arrivato fino a me...e poco importa se non ha seguito una stella, (le vecchiette le ha trovate lo stesso secondo me...)...se non mi ha portato doni preziosi economicamente (gia perchè i biscotti non si rifiutano mai...!!!)...o se non era un vero re...(che poi tra l'altro è comunque un re vero per noi...)...
    Questa storia non vuol dire che mi sento importante o chissà che...certo non voglio paragonare a Gesù...non mi permetterei mai...
    però..ogni volta che me la mamma racconta questa storia...mi vien da sorridere...
    UN RE é VENUTO DA ME QUANDO SONO NATA... non è mica una cosa da tutti i giorni...!!!
    Di solito sono gli altri che vanno a trovare i figli dei re quando nascono no???
    Ecco...ora penserete che sono ancora piu pazza di quanto credevate...e in fondo avete ragione...
    Ma adoro la Mia storia..adoro l'orgoglio e l'amore con cui la mamma la racconta...la tenerezza di quei ricordi che io non ho di mio..perchè ero troppo piccola...ma che faccio miei ogni volta che sento queste parole...

    Sarò romantica, sentimentale..chiamatemi un po come volete...Ma sono cosi...e non vorrei essere in un altro modo.

     

    Stella o Onda

     
     
    Ascolta il canto delle onde che nascono lontano
    Seguile nel loro percorso e sorridi alle creste spumeggianti
    Balla ai riflessi del sole del mezzodì
    e canta alle carezze d’argento della luna di mezzanotte
    Inspira il profumo che si innalza orgoglioso dal mare
    E piangi infine quando l’onda si infrange a riva e muore

    Per ogni onda che nasce nuova vita si sparge
    Per ogni onda che muore una fiamma si spegne
    Ma ricorda che per ogni onda che nasce una stella si spegne
    e per ogni onda che muore una se ne accende
     

    E’ il ciclo della vita dei mortali
    Non potranno vivere eternamente come onde
    Ma i cieli sono solo un breve scorcio dalla sospirata immortalità
    Nasci, percorri le immensità e muori
    Vola sino alle stelle, accarezzale e prendine un frammento

    Ricadi e usalo per brillare alla luce del mezzodì ballando
    E ricordati di brillare mentre canterai alla luna di mezzanotte
    I tuoi balli e i tuoi canti faranno sorridere le stelle
    E pensa che un giorno sei onda e quello dopo sei stella
    Nei cieli e nella terra tu brillerai
    Poiché ovunque tu sia, sei comunque vita che brilla